Intervista a Valentina Masotti

Siamo liete ed entusiaste di ospitare alla Tavola di Ajò a Pappai!!! una cara amica Food writer, Influencer e Sommelier del Riso. Oggi è con noi...Valentina Masotti!

Fotografia di Valentina Masotti

Benvenuta Valentina! È un piacere ospitarti alla tavola di Ajò a Pappai!!!, parlaci di te…

Grazie per l'invito Ajò a Pappai! Sapete cosa sono una food writer e una sommelier del riso?
Così cerco di riassumere il mio lavoro, anche se diventa difficile usare delle etichette: questa professione me la sono creata un pò su misura in base alle mie passioni, la scrittura, il web e naturalmente il riso.
Sono anche una mamma: quando Leonardo è nato 7 anni fa, la mia vita è cambiata completamente. Da commerciale in una multinazionale di software ho cercato un lavoro che fosse più flessibile e compatibile con la vita familiare e, grazie all’appoggio di mio marito Alberto, ho iniziato ad affacciarmi nel mondo del food, mia innata passione.
Da qui la nascita del blog Ricette e Racconti che negli anni si è orientato verso il riso. Provvidenziale l’incontro con Massimo Biloni, esperto agronomo e co-autore del Libro del Riso Italiano, che mi ha insegnato tutto su questo fantastico cereale.

Come si diventa Sommelier del riso?

Per diventare Sommelier del Riso è necessario frequentare il corso professionalizzante per "giudice di analisi sensoriale applicata al riso", organizzato da Acquaverderiso, la prima società italiana nata per formare i sommelier del riso.
A quel punto si può entrare a far parte del panel di degustazione ufficiale, che si riunisce su commissione per valutare i campioni.
Ci sono poi corsi più semplici rivolti ad un pubblico di appassionati, attraverso lezioni interattive, per scoprire quali sono le caratteristiche dei risi più diffusi e i loro usi in cucina, ma soprattutto imparare a valutare un riso di qualità anche a casa: non servono competenze e strumentazioni particolari, bastano pochi semplici accorgimenti per capire se il riso che finirà in pentola promette bene oppure no.

Riso e ... qual è il tuo abbinamento preferito?

Riso e verdure. Trovo che con le verdure ci si possa inventare una serie di risotti colorati, diversi tra loro e per tutte le stagioni. In estate adoro il risotto con pomodoro e basilico, in autunno la zucca e in inverno radicchio e formaggio, per tornare in primavera con un mix di verdurine all’ortolana.
Insieme alla frutta secca si possono creare delle insalate di riso stupende, soprattutto con i risi colorati e aromatici, per non parlare delle infinite possibilità con minestre e vellutate.

Come si riconosce il vero riso italiano?

Il modo più semplice è quello di cercare l'indicazione di origine della coltivazione del riso in etichetta, che sarà obbligatoria ancora per poco, ma anche quando terminerà l'obbligo le aziende potranno comunque indicarlo in modo facoltativo.
Un'altra informazione facoltativa che l'azienda può decidere di inserire sulla confezione è il logo "Riso Italiano" di Ente Risi, concesso solo ai marchi che garantiscono tracciabilità del riso, dalla coltivazione in Italia fino al confezionamento.
Il marchio DOP o IGP identificano un prodotto originario di un luogo: per la DOP (Denominazione di Origine Protetta) l'intero ciclo di produzione deve avvenire nella zona geografica delimitata, mentre per l'IGP (Indicazione Geografica Protetta) almeno una fase della produzione. Oltre alla garanzia di italianità, questi marchi circoscrivono con esattezza il territorio di coltivazione e produzione.
In Italia esistono due IGP e una DOP del riso: Igp Nano Vialone Veronese, che identifica il riso Vialone Nano coltivato nella pianura veronese; IGP Delta Del Po, che si estende tra Veneto ed Emilia Romagna, tra le province di Rovigo e Ferrara; DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, territorio situato a nord-est del Piemonte, nella zona di confine tra le provincie di Biella e Vercelli.

Come Sommelier del riso, potresti condividere con noi un piccolo segreto su come scegliere un riso di ottima qualità?

Il mio consiglio è di conoscere il produttore da cui si acquista il riso: la possibilità di visitare i suoi campi, chiedere informazioni sulla coltivazione del riso e toccare il prodotto con mano prima di acquistarlo ha sempre un valore aggiunto.
Se invece non avete questa possibilità, potete osservare il riso, prima sulla confezione, per controllare che ci siano quelle informazioni che garantiscono l’origine di coltivazione, poi il prodotto a crudo. Guardate i chicchi: se sono ben selezionati e lavorati dalla riseria, avranno un aspetto omogeneo, senza difetti e impurità, senza granelli spezzati e macchie.
Non credete a chi vi dice che un riso con chicchi eterogenei è naturale, è solo lavorato male.

Qual è la varietà di riso più rara che ti è capitato di conoscere durante la tua carriera?

Tra le varietà più rare ci sono due risi storici che erano quasi spariti dalla coltivazione: il Maratelli, recuperato nella provincia di Vercelli dalla famiglia Maratelli, i nipoti del costitutore di questo riso dal chicco medio e perlato. E poi il Gigante Vercelli, sempre uno storico riso recuperato solo negli ultimi anni da pochi produttori del vercellese e divenuto pochi mesi fa presidio Slow Food.

Come immagini la nuova frontiera del riso Made in Italy?

Immagino un riso di qualità sempre maggiore, destinato ad un pubblico consapevole che sappia apprezzare il lavoro e i costi che gli agricoltori sostengono per migliorare la qualità del riso e ridurre l'uso di prodotti chimici in risaia. Spero che la tendenza del consumatore a cercare prodotti salutari corrisponda alla disponibilità a spendere qualche euro in più, privilegiando la garanzia di un prodotto sicuro e di origine italiana.

Aprendo una finestra sul futuro, pensi che si terranno dei corsi di Sommelier del riso anche in Sardegna?

Lo spero! Acquaverderiso nasce con l'intento di diffondere la cultura e la conoscenza sul riso italiano di qualità. Se ci fossero richieste da parte di un gruppetto di persone in Sardegna, si potrebbe organizzare un corso dedicato a produttori, appassionati, operatori della comunicazione e giornalisti che vogliono approfondire la conoscenza sul riso.

Con Massimo Biloni, e prefazione di Paolo Massobrio, hai scritto “Il Libro del Riso Italiano, dalla risaia al piatto”. Cosa ti ha spinto a creare questa utilissima guida?

L'idea era quella di far conoscere il riso ad un pubblico ampio e non tecnico.
Tutti libri scritti in precedenza sul riso erano manuali tecnici di stampo agronomico oppure ricettari. Non c'era un libro che parlasse in maniera semplice e divulgativa alle persone che sono interessate ad approfondire la conoscenza del riso, senza entrare però in aspetti troppo tecnici.
Oltre a questo, volevamo inoltre indicare loro dove comprare il riso italiano di qualità, perché spesso il vero limite è la disponibilità sul mercato, dal momento che in grande distribuzione si trovano quasi sempre solo i grandi marchi, perché i piccoli produttori non hanno la forza commerciale per raggiungere una distribuzione capillare.
Grazie a Paolo Massobrio e alla sua ineguagliabile esperienza nel settore editoriale delle guide gastronomiche di qualità, abbiamo raccolto un elenco di produttori di tutta Italia, da nord a sud, fino alla Sardegna.
L'aiuto di chef e foodblogger invece è stato prezioso per raccogliere ricette particolari e variegate: con le tantissime varietà di italiano, molto diverse tra loro, si spazia dai risotti della trazione alle ricette internazionali della cucina fusion.

Domanda di rito: un saluto ai lettori di “Ajò a Pappai!!!”…

Vi ringrazio di cuore e vi abbraccio! Sempre con il SorRiso 😉


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Ringraziamo affettuosamente Valentina Masotti per la sua gentilezza e disponibilità!! 

Ti consigliamo di visitare il suo sito www.ricetteracconti.it e di seguire Valentina anche sui suoi canali social Twitter, Facebook, Instagram, Snapchat, YouTube.


Inoltre, per la collana Il Golosario ti segnaliamo "Il Libro del Riso Italiano, dalla risaia al piatto", edito da Cairo e Comunica.
Un viaggio alla scoperta del riso in Italia e nel mondo. Una vera e propria guida che porta a conoscere le varietà di risi e i suoi metodi di lavorazione. Completano il libro le sezioni dedicate all'analisi sensoriale, alla guida all'acquisto e alle ricette.
Un'ottima guida per appassionati, consumatori e professionisti.


Le fotografie presenti in questo post sono state prese dalla pagina Facebook di Ricette e Racconti di Valentina Masotti, e dal web.

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